Ascoltare, la forma più sincera del Natale

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Due braccia che stringono delle pigne e dei rami di pino

Tutti gli anni, i natali sono sempre due. Quello che sta arrivando e un altro, quello che assumiamo per fare il confronto. Così, anche se non sono mancate le ricorrenze intrise di tristezza, ci piace andare con la memoria a quell’anno in cui eravamo inconsapevolmente felici, quando ancora ignoravamo l’essenzialità delle cose più preziose. No, non erano i regali.

Le persone che sedevano attorno alla grande tavola del pranzo di Natale erano gli unici doni da non scartare. Ma l’avremmo capito, purtroppo, solo molti natali dopo.

Infatti, anno dopo anno, sempre meno sedie, quasi a confermare l’ineluttabile avanzata del tempo con la sua ineffabile rappresentazione della vita. “Domani, domani e domani, avanza a poco a poco, giorno dopo giorno, verso l’ultima sillaba del copione…”, così Shakespeare ha fissato nel Macbeth questa traiettoria a cui nessuno sfugge.

Allora, in questo particolare momento dell’anno, con un misto di stupore e incredulità, ci ritroviamo con una manciata di pensieri frutto di invisibili meccanismi di combinazione. A volte, ci assale addirittura il sospetto che siano proprio i contrattempi a cambiare il corso della nostra esistenza.

Come nel gioco degli scacchi, è sempre una singola mossa che può farci vincere o perdere. La vita è così, un perenne contrasto fra minacce e opportunità. E possiamo davvero darle un senso solo se abbiamo il coraggio di giocarcela. “I problemi sono solo opportunità irte di spine”, per dirla con le parole di Hugh Miller.

È così che ci prendiamo il tempo di ascoltare, per andare oltre la superficie delle cose che, alla fine dei conti, è solo un distratto guardare che ci trasforma in un agglomerato temporaneo (si spera) di errori.

Siamo fatti di carbonio, sostantivi e aggettivi. Quando le solitudini si toccano c’è paura, ansia, smarrimento. E di sicuro, nessuna certezza. Ma quando nella nostra testa risuona solo la parola “persona”, sappiamo che possiamo correre il rischio e giocare la nostra mossa.

Fino a quando nel mondo ci sarà qualcuno disposto ad ascoltare qualcun altro, ogni Natale sarà una bella storia da raccontare.

Sommario
Ascoltare, la forma più sincera del Natale
Titolo
Ascoltare, la forma più sincera del Natale
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E quante orecchie deve avere un uomo prima che possa sentire la gente piangere? (Blowin’ in the wind, Bob Dylan). Natale è tutto qui.
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Sergio Gridelli Blog
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Di Sergio Gridelli

Sono nato e vivo a Savignano sul Rubicone (FC), una piccola città della Romagna attraversata dal fiume che segnò i destini di Roma. PERCHÉ LO FACCIO Ho sempre pensato che l’impronta di ciascuno di noi dipenda da un miscuglio di personalità e di tecnica. Se questi due ingredienti sono in equilibrio nasce uno stile di comunicazione unico, subito riconoscibile fra tutti gli altri. Perché in un mondo tutto marrone, una Mucca Viola si vede eccome! COME LO FACCIO Aiuto le persone a trovare le motivazioni che le rendono uniche. Non vendo il pane, vendo il lievito. COSA FACCIO Mi occupo di comunicazione aziendale e della elaborazione di contenuti per il web. Curo i profili social di aziende e professionisti. Tengo corsi sulla comunicazione interpersonale, il public speaking, il marketing digitale e su come realizzare presentazioni multimediali efficaci.

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