Avere una domanda per ogni cosa

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Un padre che indica al figlio qualcosa nel mare.

Tutto quello che so deriva dalle domande che ho fatto e che mi sono fatto. Non è un segreto, la conoscenza è il frutto rivoluzionario della curiosità, e quest’ultima si attiva grazie ai “perché”.

La stupidità deriva dall’avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall’avere, per ogni cosa, una domanda”, come non essere d’accordo con Milan Kundera.

Mi è venuto spontaneo riflettere su questi aspetti osservando, ormai in maniera sempre più distaccata, la deriva che hanno imboccato i “dibattiti” sulle piattaforme sociali, nessuna esclusa. Anche se esistono alcune sfumature fra un social e l’altro, si tratta di cifre trascurabili che hanno più a che fare con la forma che con la sostanza.

Immagino di non dire niente di nuovo quando noto la folta schiera dei massimi esperti (sempre gli stessi) che sanno puntualmente come andrebbero costruiti i ponti a regola d’arte, come risolvere in quattro e quattr’otto il problema della pandemia e, da ultimo, cosa dovrebbero fare l’Unione Europea, gli americani e la Nato per far cessare immediatamente la guerra in Ucraina. Che dire, li invidio.

Sarà per effetto del mio trascorso di giocatore di scacchi, ma trovo inevitabile ponderare le conseguenze di una mossa (leggasi affermazione), soprattutto se non è supportata da una fonte certa, da una base teorica, da un’analisi il più approfondita possibile. Mi riesce sempre? Certo che no, anche a scacchi mi capitava di perdere, ma erano le domande a farmi capire come e perché era potuto succedere ed evitare in futuro di ripetere lo sbaglio.

Ora, partendo dal presupposto che non esistono domande stupide, casomai lo possono essere le risposte, specie quelle che bypassano il quesito perché per i loro fautori “il problema è – sempre – un altro”, ritengo che ci possa essere anche una sorta di “statuto regolamentare” per le forme interrogative.

Le domande che hanno già la risposta dentro

Estremizzo (e banalizzo) solo per far comprendere a cosa mi riferisco. Non ha molto senso chiedersi se vanno infilati prima i calzini o le scarpe, ma allo stesso modo per moltissimi quesiti esistono già tutti i chiarimenti del caso (dicono niente le FAQ?). E anche quando la domanda è “nuova” e non ci aiutano le risorse esistenti, la ricerca si rivela sempre un ottimo alleato della curiosità. Quante volte, cercando altro, ci siamo imbattuti in qualcosa di completamente diverso? Non abbiamo imparato forse così a porci altri quesiti e come affinare le domande?

Le domande sul tutto che si riducono a niente

Al netto del fatto che domandare è sempre lecito, l’ottimizzazione della richiesta si traduce in un notevole risparmio di tempo per noi e per gli altri.

Recentemente mi sono imbattuto sui social in una domanda di questo tipo: “Perché il mio SPID non funziona più?”. E giù una sequela di commenti con ulteriori domande, contro-domande e, inevitabilmente, ipotesi di soluzione degne di un veggente.

Probabilmente, per l’interessato sarebbe stato molto più proficuo porre la domande in altri termini: “Ho lo SPID da più di un anno con il gestore di identità digitale X e ha sempre funzionato perfettamente, tuttavia oggi mi è stato impossibile accedere al servizio Y. È successo a qualcun altro?”.

Non domandare al pesce come si fa a volare

Sbagliare interlocutori significa, ancora una volta, sprecare tempo. “Visto che sei bravissimo col computer (argh!), mi sapresti dire perché il mio microonde non scalda più come prima?”. Ecco, cose del genere.

Magari, una volta che il tecnico ha riparato l’elettrodomestico, potrebbe interessare anche a me (che sono bravissimo col computer, sic!) conoscere a cosa era dovuto il malfunzionamento. E questa volta la domanda la faccio io in maniera mirata e alla persona giusta.

Una domanda dettagliata corrisponde a una risposta più utile

La domanda “Come faccio a fare X?” potrebbe essere anticipata dal perché “voglio fare X”. Non è raro, infatti, che uno specialista della materia possa essere in grado di indicare altre strade più veloci e performanti per ottenere il medesimo risultato.

In sintesi, è sempre meglio dettagliare la domanda piuttosto che limitarsi al semplice “Perché non funziona?”.

Un ultimo consiglio

Specie nelle conferenze che in conclusione prevedono il classico “E adesso spazio alle vostre domande”, è buona norma limitarsi a porre una sola domanda. Lo so, ne avremmo tanti di interrogativi che ci frullano in testa, ma ce ne sarà sempre uno più importante degli altri.

Siccome è esperienza comune constatare che, nonostante si sia avanzata una mitragliata di domande, non si ricevono mai tutte le risposte perché il relatore si è scordato gran parte degli innumerevoli quesiti, oppure il tempo a disposizione è finito, concentriamoci sulla domanda che riteniamo più importante e formuliamo bene quella e solo quella.

Foto di Tania Dimas

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Avere una domanda per ogni cosa
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Avere una domanda per ogni cosa
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Non esistono domande sbagliate, casomai lo possono essere le risposte. Tuttavia, fare le domande giuste rende le risposte più utili.
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Sergio Gridelli Blog
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Categorie: Coaching

Di Sergio Gridelli

Sono nato e vivo a Savignano sul Rubicone (FC), una piccola città della Romagna attraversata dal fiume che segnò i destini di Roma. PERCHÉ LO FACCIO Ho sempre pensato che l’impronta di ciascuno di noi dipenda da un miscuglio di personalità e di tecnica. Se questi due ingredienti sono in equilibrio nasce uno stile di comunicazione unico, subito riconoscibile fra tutti gli altri. Perché in un mondo tutto marrone, una Mucca Viola si vede eccome! COME LO FACCIO Aiuto le persone a trovare le motivazioni che le rendono uniche. Non vendo il pane, vendo il lievito. COSA FACCIO Mi occupo di comunicazione aziendale e della elaborazione di contenuti per il web. Curo i profili social di aziende e professionisti. Tengo corsi sulla comunicazione interpersonale, il public speaking, il marketing digitale e su come realizzare presentazioni multimediali efficaci.

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