Mappe mentali: l’antidoto contro la distrazione

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Alla ricerca della mappa mentale

Quante sollecitazioni gestiamo ogni giorno? Cose da fare, altre da pensare e molte ancora che ci impongono delle deviazioni, ovvero una miriade di distrazioni frapposte fra la nostra volontà e l’obiettivo finale.

Succede a tutti e nessuno è immune. La soluzione è tutta una questione di organizzazione, in questo caso mentale. Per dipanare il groviglio di idee, intuizioni e scadenze ci vengono in soccorso le mappe mentali.

Le mappe mentali sono una rappresentazione visiva delle traiettorie del pensiero. La cosa sensazionale è che si possono condividere con altri per rielaborarle e integrarle con nuovi punti di vista. Infatti, una tale rappresentazione delle idee consente attività collaborative estremamente efficaci, dal momento che si concentrano in un solo spazio la miriade di appunti che sovente abbiamo sparsi ovunque.

Un altro vantaggio è la riduzione dello stress. È sufficiente guardare la mappa mentale per mettere a fuoco l’attenzione, cosa praticamente impossibile quando dobbiamo ricordarci di una nota che ci eravamo appuntati da qualche parte (sul Post-It o sul blocco digitale?).

Come funzionano le mappe mentali?

Come già accennato, la forza delle mappe mentali è soprattutto quella di essere autoesplicative. Uno sguardo, e anche chi non ha partecipato direttamente alla loro stesura comprende a grandi linee il flusso del ragionamento.

Una mappa mentale prende sempre origine dall’idea principale. Non è quindi un caso che venga posta al centro del foglio e in bella evidenza. Ovviamente, non ci sono vincoli di sorta circa la definizione del fulcro su cui poggia tutto l’insieme (Un progetto? Il titolo di un libro? Un’idea di business?).

Esempio di mappa mentale
Esempio di mappa mentale

Da qui si inizia, in maniera del tutto trasversale, ad aggiungere i cosiddetti nodi, ovvero le macro-idee che andranno a costituire le principali categorie di pensiero correlato. Ad ogni nodo è possibile aggiungere un nodo figlio che, come recita il nome, entra maggiormente nel dettaglio di ogni singola area.

[bctt tweet=”Le mappe mentali non mettono limiti a quello che si sta cercando.” username=”giowile”]

Per loro natura, le mappe mentali non hanno limiti di espansione (consiglio di cominciare con un foglio relativamente grande, ancora meglio una lavagna a fogli mobili) e in ogni momento possono essere integrate da noi stessi o da chi è coinvolto in questa attività.

Il pensiero laterale

Siamo immersi in un ambiente relazionale in cui tutto sembra dominato dalla linearità del tempo. In realtà, il nostro modo di agire nella vita (anche in quella professionale) è prevalentemente incentrato sugli “scartamenti di lato”. Anche se tutti i giorni affrontiamo le medesime routine, nessun giorno è uguale a quello precedente e domani sarà senz’altro diverso da oggi.

Tuttavia, nonostante abbiamo questa precisa consapevolezza, rimaniamo sintonizzati sulla linearità del pensiero e ci risulta molto difficile approdare a una soluzione creativa o, come si dice, secondo i canoni del pensiero laterale.

[bctt tweet=”Il pensiero laterale ci fa vedere e toccare l’unica azione possibile.” username=”giowile”]

Le mappe mentali, per effetto della loro struttura “libera”, rappresentano la palestra migliore per esercitare un approccio non-lineare ai problemi.

Quando è utile utilizzare le mappe mentali?

Spontaneamente, sarei tentato di rispondere che vanno bene sempre, dal piccolo progetto alla grande genialata di marketing. Ad ogni modo, ci sono situazioni nelle quali varrebbe davvero la pena sperimentarle.

Le riunioni. Gli incontri di lavoro, nelle intenzioni di chi le organizza, dovrebbero essere le situazioni più strutturate del mondo (normalmente vengono convocate con un preciso ordine del giorno), ma spesso dal lato pratico si rivelano un festival della divagazione (senza neppure bisogno di arrivare all’onnipresente “varie ed eventuali”). Per ovviare a questo (quasi) inevitabile disordine, stilare una mappa mentale sopperisce all’indecifrabile sequenzialità di appunti scoordinati e assai poco interpretabili dopo solo qualche ora dalla fine della riunione stessa.

Le presentazioni. È noto che le presentazioni con le slide fanno della sequenzialità la loro stessa ragione di essere. Lasciando sullo sfondo gli orrori cui siamo periodicamente sottoposti nella penombra di sale riunioni che ben presto si trasformano in autentici dormitori, ci sono occasioni in cui un’ampia lavagna può benissimo sopperire a qualsiasi effetto multimediale. Raccontare (e disegnare) una storia attraverso una mappa mentale può dimostrarsi estremamente coinvolgente.

Le narrazioni. Dal piccolo saggio al romanzo della vita, la pianificazione degli argomenti è fondamentale. Ho il fondato sospetto che, per esempio, Cent’anni di solitudine del Premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez non avrebbe mai visto la luce senza un approccio costruttivo tipico delle mappe mentali.

Esistono numerosi software (anche online) che aiutano nella stesura delle mappe mentali, ma quello che occorre realmente è un grande foglio di carta, una o più matite colorate e un’idea da cui partire. Ogni volta, con questi semplici strumenti mi stupisco di come i pensieri si depositino sulla carta con estrema naturalezza e secondo traiettorie spesso inattese.

Sommario
Mappe mentali: l’antidoto contro la distrazione
Titolo
Mappe mentali: l’antidoto contro la distrazione
Descrizione
Le mappe mentali sono uno strumento di elaborazione del pensiero che favoriscono il superamento della linearità a vantaggio della creatività.
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Sergio Gridelli Blog
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Di Sergio Gridelli

Sono nato e vivo a Savignano sul Rubicone (FC), una piccola città della Romagna attraversata dal fiume che segnò i destini di Roma. PERCHÉ LO FACCIO Ho sempre pensato che l’impronta di ciascuno di noi dipenda da un miscuglio di personalità e di tecnica. Se questi due ingredienti sono in equilibrio nasce uno stile di comunicazione unico, subito riconoscibile fra tutti gli altri. Perché in un mondo tutto marrone, una Mucca Viola si vede eccome! COME LO FACCIO Aiuto le persone a trovare le motivazioni che le rendono uniche. Non vendo il pane, vendo il lievito. COSA FACCIO Mi occupo di comunicazione aziendale e della elaborazione di contenuti per il web. Curo i profili social di aziende e professionisti. Tengo corsi sulla comunicazione interpersonale, il public speaking, il marketing digitale e su come realizzare presentazioni multimediali efficaci.

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