5 sfide per il 2016

“Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?”. L’ipotetico dialogo di Leopardi si ripropone tutti gli anni uguale a sé stesso: la gran voglia di buttarsi alle spalle il passato alla ricerca di buone novità in un futuro (per sua natura) imprevedibile e sconosciuto.

È questo il periodo dell’anno in cui le congetture, e i “saggi” consigli, si sprecano. Non è solo materia degli astrologi prevedere le trasformazioni che porterà in dote il 2016, stuoli di analisti, businessmen e “giocolieri” del marketing si sono già prodigati per cercare di azzeccare la direzione del cambiamento. L’economia cinese continuerà a rallentare? La liberazione del codice di Swift aprirà la strada ad altri esperimenti simili? Vedrà la luce un nuovo social media candidato a oscurare Facebook? Sono solo alcuni dei temi che quest’anno (come del resto negli anni precedenti) hanno catalizzato il dibattito nei giorni del panettone.

La televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione… (Lucio Dalla) Condividi il Tweet

Senza sfera di cristallo e con quello che imparo leggendo qua e là, mi hanno particolarmente interessato cinque temi piuttosto eterogenei, tutti legati ai miei interessi personali e professionali.

Molto probabilmente nel corso del nuovo anno non assisteremo a nessuno strappo violento, pur tuttavia è già oggi innegabile la coesistenza di sistemi alternativi (o quasi) fra loro.

1) Squadra virtuale vs squadra analogica
Le possibilità tecniche di costituire team di lavoro tele-connessi esistono da almeno un decennio, ma la complicità di start-up sempre più bisognose di competenze, anche molto diverse, ha determinato negli ultimi tempi un significativo trend di crescita di questa possibilità di collaborazione.
Va detto, e forse qui c’entra più la ricerca di uno stile di vita meno stressante, che il telelavoro viene sempre più preferito per scelta autonoma che per reali necessità operative dell’azienda. Comunque la pensiate, anche per tutto il 2016 (e anni seguenti) il tempo continuerà a essere un bene ad alto tasso di scarsità.

2. Fruibilità immediata vs vincolo fisico
I servizi IT sono in inarrestabile migrazione verso soluzioni cloud-based e mobile-centric. Il software si è (quasi) definitivamente “staccato” dall’esclusività su un singolo device. Il cambiamento non avverrà in maniera dirompente nel corso del prossimo anno, ma da qui a poco sorrideremo stupiti del fatto che una volta i programmi dovevano essere installati su un computer.

3. Prezi vs PowerPoint
Per quanto riguarda il superamento delle presentazioni sequenziali (Powerpoint-like) a favore di quelle dinamiche (Prezi-like) il dibattito è sempre aperto e pieno di prese di posizione anche molto tranchant. Al netto degli stili di presentazione personali, non è mai il mezzo tecnico a fare la differenza. Se mancano le idee, non saranno certo la grafica mozzafiato e le animazioni a farle apparire magicamente dal cilindro.

4. Video vs infografica
Il vetusto e scricchiolante Flash sembra (finalmente) giunto alla fine dei suoi giorni. Il più moderno e flessibile HTML5 confermerà la sua crescita, fin qui avvenuta comunque non senza problemi. Che la fruizione dei video stia procedendo verso questa rotta, lo dimostra anche il rilascio di Adobe Edge che offre la possibilità di convertire in HTML5 i vecchi contenuti video che si servono ancora del plugin del colosso di San José.
Sui social media tradizionali già si coglie il vantaggio, in termini di visualizzazioni, dei video rispetto ad altre forme visive, ma saranno soprattutto piattaforme come Instagram a consacrarli definitivamente nell’olimpo delle pratiche di comunicazione più rapide ed efficaci.
Quindi, tutto sembra favorire la superiorità dei video (sempre più di alta qualità) a discapito di altre modalità di rappresentazione, non ultime le infografiche. Tuttavia, mi sento di azzardare la previsione di una sorta di melting pot fra i due sistemi.

5. Social marketing vs pubblicità tradizionale
A differenza del passato, oggi la persuasione viaggia alla velocità supersonica dei post pubblicati sui social media. Non vi è dubbio che il content marketing abbia imboccato la strada della crescita esponenziale.
In un mondo spinto dall’istantaneità, gli impianti storici della pubblicità sono destinati a soccombere (o perlomeno a integrarsi, trasformarsi, mettersi in discussione) sotto le sferzate della generazione rapida dei contenuti e delle interazioni one-to-one. Per tenere il passo, la scrittura creativa sarà sempre più chiamata a dialogare “in diretta” in luogo della sola costruzione di architetture lessicali statiche e mono-direzionali.

In definitiva, senza grossi stravolgimenti, il 2016 continuerà a confermare i cambiamenti in atto. Alcuni di questi sono già adesso più che conclamati, altri sono in attesa del colpo di genio di qualcuno perché venga colto tutto il loro potenziale in termini di utilità pratica.

In un modo o nell’altro facciamo parte di questo futuro. Fantastichiamo, immaginiamo, ipotizziamo scenari che, comunque vada, ci appartengono. In ogni “Buon Anno!” che pronunceremo c’è cristallizzata la nostra innata curiosità, ed è questa la formidabile molla che ci fa sperare sempre in qualcosa di migliore.

“Bisognano, signore, almanacchi?”.

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