Lo scopo della scrittura

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Ragazza che scrive sul diario pensando a uno scopo della scrittura

Lo scopo della scrittura è sempre quello di ottenere un risultato. In fin dei conti, anche la lista della spesa rappresenta una sorta di call to action, benché sia scritta esclusivamente a nostro uso e consumo.

Fermo restando questo presupposto, l’obiettivo della scrittura professionale è quello di essere chiara, immediata, persuasiva. Ciò si ottiene scegliendo con cura le parole, oltre che per il significato intrinseco, anche in relazione alla loro musicalità, al cosa mettere prima e dopo, alla carica energetica che alcuni termini sprigionano più di altri.

Scrivere meglio significa contemporaneamente anche pensare meglio. (Friedrich Nietzsche) Condividi il Tweet

1. Tre civette sul comò

Ci ricordiamo le poesie e le filastrocche che imparavamo da bambini? Sebbene avessimo ancora un eloquio piuttosto incerto, le memorizzavamo in un battibaleno e molte di queste non le abbiamo più dimenticate. È tutta una questione di rima e di assonanza fra la parola che precede e quella che segue. Concatenare i suoni delle parole rende tutto più semplice, facile, intuitivo. E quando questo succede è inevitabile che accresca anche il tasso di fiducia fra chi scrive e il suo pubblico.

2. Lo scopo della scrittura fra il dire e il fare

Limitarsi a lanciare degli appelli circa quello che le persone devono fare oggi non è più sufficiente, ammesso che in passato lo sia mai stato. È abbastanza prevedibile che una banale “Clicca qui” ottenga meno risultati di un “Clicca qui per leggere la newsletter”.

È necessario fornire una ragione precisa affinché qualcuno si prodighi in ciò che noi vogliamo che faccia o esegua. Tuttavia, la motivazione può essere innescata anche dal potere ipnotico di parole come “perché”, “ecco perché” e “come”.

Negli anni settanta, la psicologa Ellen Langer della Harvard University ha dimostrato la potenza di un “perché” piazzato al posto giusto in una frase. L’esperimento consisteva nel testare la frase migliore per evitare di fare la fila per utilizzare la fotocopiatrice della biblioteca.
Questi i risultati:

  • “Scusate ho 5 pagine. Posso usare la fotocopiatrice perché ho fretta?”. Il 94% delle persone in fila ha ceduto il proprio posto.
  • “Scusate ho 5 pagine. Posso usare la fotocopiatrice?”. Con questa tipologia di richiesta, solo il 60% delle persone ha lasciato passare il richiedente.
  • “Scusate ho 5 pagine. Posso utilizzare la fotocopiatrice perché ho la necessità di fare delle fotocopie?”. La cosa strabiliante è che senza una ragione ovvia (e concreta) un’alta percentuale di persone (il 93%) ha comunque accettato di esaudire la richiesta.

3. Sempre attivi

A volte non facciamo caso a come cambi completamente l’energia di una frase passando dalla forma passiva (“Il documento è stato redatto da Marco.”) a quella attiva (“Marco ha redatto il documento.”). Si capisce subito come sia molto più potente quest’ultima formulazione in cui è il soggetto a compiere l’azione.
La spiegazione risiede nel fatto che le frasi passive sono grammaticalmente molto più articolate, risultando quindi più “appiccicose”.

4. Think positive

Mai dire alle persone quello che non devono fare. A parte che la negazione “non” viene bypassata dal cervello, la frase risultante è sempre più difficile da decodificare.
Scrivere “Bevete solo un bicchiere di vino” risulta molto più chiaro di “Non bevete più di un bicchiere di vino”.

5. La seconda persona

Il riferimento alla seconda persona singolare o plurale crea una connessione quasi immediata fra chi scrive e il destinatario del messaggio. Detto in altri termini, il “tu” e il “voi” sono molto più efficaci quando lo scopo è quello di far rivivere agli interlocutori gli aspetti personali della loro vita.
Fra “Il lunedì è stressante?” e “Il tuo lunedì è stressante?”, il vincitore è chiaramente quest’ultimo.

6. Dillo subito!

Che si tratti di presentare un prodotto o di illustrare un servizio, l’obiettivo non cambia: convincere i lettori che hanno bisogno dell’uno o dell’altro. I risultati migliori si ottengono illustrando subito i benefici del prodotto o del servizio (quali problemi risolvono), indicando solo alla fine le caratteristiche degli stessi.

Resta chiaro che queste tecniche hanno un carattere generale, in quanto va da sé che non esiste un unico pubblico di lettori. Per questo motivo, oltre a mettere in pratica le regole fondamentali, lo stile della scrittura si deve necessariamente adattare alle aspettative dei diversi target.

Photo by Cathryn Lavery

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Categorie: Scrittura

Di Sergio Gridelli

Sono nato e vivo a Savignano sul Rubicone (FC), una piccola città della Romagna attraversata dal fiume che segnò i destini di Roma. PERCHÉ LO FACCIO Ho sempre pensato che l’impronta di ciascuno di noi dipenda da un miscuglio di personalità e di tecnica. Se questi due ingredienti sono in equilibrio nasce uno stile di comunicazione unico, subito riconoscibile fra tutti gli altri. Perché in un mondo tutto marrone, una Mucca Viola si vede eccome! COME LO FACCIO Aiuto le persone a trovare le motivazioni che le rendono uniche. Non vendo il pane, vendo il lievito. COSA FACCIO Mi occupo di comunicazione aziendale e della elaborazione di contenuti per il web. Curo i profili social di aziende e professionisti. Tengo corsi sulla comunicazione interpersonale, il public speaking, il marketing digitale e su come realizzare presentazioni multimediali efficaci.

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