Facebook post mortem

È proprio il caso di dire che Facebook è per sempre. Sappiamo quanto sia difficile (se non addirittura impossibile) sparire del tutto da questo social media da vivi, ora la creatura di Mark Zuckerberg ci dà la possibilità di rimanerci anche da morti.

Infatti, con la funzione Legacy contact (al momento attiva solo negli Stati Uniti, ma presto disponibile in tutto il mondo) si può designare una sorta di erede che si prenderà cura delle nostre spoglie digitali. A questo punto potrebbe anche succedere che il nominato alla commemorazione non accetti l’incarico (in tal caso il de cuius non credo ci possa rimanere un granché bene), lasciando di fatto tre possibilità:

nominare un altro “funereo gestore” che, a sua volta, dovrà comunque accettare l’incarico;
rassegnarsi e alla dipartita prevedere la cancellazione del profilo (una sorta di cremazione dei propri bit);
non fare nulla (come succede adesso) con il risultato che il profilo, previa validazione della notizia di morte, diventerà “memorialized”.

Nel primo e nel secondo caso la manifestazione della volontà va indicata nelle impostazioni del profilo, alla voce sicurezza. Si tratta ovviamente di possibilità completamente opzionali che, rassicura Facebook, anche nel caso di lascito in eredità del proprio profilo sarà garantita la riservatezza dei messaggi privati (saranno oscurati) e, ci mancherebbe altro, non sarà possibile rispondere ai messaggi privati per conto del morto.

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Il profilo-tomba sarà riconoscibile perché accanto al nome della buonanima verrà apposta la scritta “in ricordo di” (remembering). Sulla bacheca non appariranno più i suggerimenti degli amici e nemmeno le pubblicità (che delicatezza!).

Il più grande social media del mondo non ha dubbi circa “l’utilità” della nuova funzionalità:

Facebook è un luogo per condividere e connettersi con amici e familiari. Per molti di noi è anche un luogo per ricordare e onorare coloro che abbiamo perso. Quando una persona muore, il profilo personale può diventare un memoriale della sua vita, delle sue amicizie, delle sue esperienze…

Va comunque detto che l’attenzione di Facebook per chi viene a mancare non è una novità assoluta. Per esempio, Google offre già uno strumento simile che consente di decidere cosa fare delle e-mail e di tutti gli altri dati del trapassato, così come Yahoo Giappone ha un servizio per comunicare in automatico la ferale notizia della dipartita, oltre alla possibilità di decidere la sorte di tutte le informazioni inerenti il deceduto.

Parlando con le persone che hanno sperimentato la perdita, ci siamo resi conto che si può fare di più per sostenerli nel lutto… (Vanessa Callison-Burch, Facebook product manager)

Ci si può ridere su, oppure preoccuparsi di come queste derive tecnologiche tendano a mescolare sempre più la socialità online con quella offline, ma non si può negare la profonda pervasività dei nuovi media nella vita di tutti noi. Se la direzione, come sembra, è quella di andare verso una riconosciuta identità digitale, dai sepolcri di foscoliana memoria alle bacheche dei defunti ornate di likes il passo è davvero molto breve.

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