Fare colpo con una presentazione, subito!

La parte più importante di una presentazione è il suo inizio. In un tempo relativamente breve, il pubblico deciderà se varrà la pena ascoltarci e, di conseguenza, seguirci per il resto della presentazione.

Facile a dirsi, più difficile è mettere in pratica una siffatta strategia “acchiappa attenzione”. Tuttavia, alcuni approcci si possono rivelare provvidenziali.

L’effetto sorpresa

Il meccanismo si basa sullo straniamento. La platea si aspetta un attacco in sintonia con l’oggetto della presentazione e invece il presentatore sbaraglia tutto.

Per esempio, producono buoni effetti i racconti del quotidiano. Ossia, l’utilizzo di narrazioni in cui tutti si riconoscono facilmente, ma che diventano propedeutiche alla trattazione, ancorché complessa, dell’argomento scopo della presentazione. Una mela che cade (Newton ne sa qualcosa), lo spot televisivo del momento o un episodio personale, sono tutti spunti che creano curiosità nel pubblico (“Dove vorrà andare a parare?”) che rimarrà letteralmente incollato alle parole del presentatore.

Chiari fin da subito

A nessuno piace “navigare a vista”, tutti abbiamo bisogno di una bussola che almeno ci aiuti a capire dove stiamo andando.

“Durante questa nostra chiacchierata di quaranta minuti, due italiani saranno deceduti per cause collegate alla cattiva alimentazione”. Ditemi chi non drizzerebbe le orecchie con un incipit del genere?

Calamitati gli sguardi e l’attenzione, non sarà difficile tenere il nostro pubblico “sul pezzo”. Come? Così: “Oggi vi parlerò di tre buone pratiche alimentari che…”.

Insomma, lo schema è semplice:

  1. Richiamare l’attenzione (il pugno allo stomaco è sempre efficace);
  2. Dare una mappa (“tre buone pratiche”) che consente alla platea di orientarsi e di comprendere fin da subito lo svolgersi della presentazione.

Citare, ma con originalità

Le citazioni vengono chiamate in causa tutte le volte che, in qualche modo, vogliamo scaricare il peso della responsabilità (“Non lo dico io, lo dice Einstein!”). Questo non toglie che le citazioni possano creare, in determinate circostanze e senza abusarne, una buona empatia con gli ascoltatori.

Il problema è che le citazioni più efficaci sono tutte, è il caso di dirlo, ampiamente citate. Alzi la mano chi non ha mai sentito pronunciare “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”, tanto per rimanere sulle intuizioni del fisico tedesco.

Succede così che l’originalità si va a far benedire. La soluzione consiste nello scandagliare i proverbi meno noti di altre culture (posto che ci azzecchino) e, perché no, i modi di dire della tradizione popolare. Mia nonna diceva sempre che “I calzoni lunghi si accorciano, quelli corti non si allungano”, una saggezza che si può applicare in una miriade di occasioni.

Cosa non fare (quasi) mai

Ovviamente, saranno sempre le situazioni (numero di persone del pubblico, livello di confidenza, informalità del contesto) a consigliare l’approccio più efficace da adottare.

In linea di massima, sarebbe buona norma:

  • non recitare il proprio curriculum (limitiamoci a dire cosa facciamo e non tutta la nostra carriera dalla scuola materna in su);
  • non cercare commiserazione per qualsiasi inconveniente che potrebbe esserci capitato (“Purtroppo ho avuto l’influenza tutta la settimana”, “Scusate il ritardo, ma ho perso il treno”, “Non ho avuto tempo per preparare slide migliori”);
  • ringraziare solo con un “grazie” per gli eventuali complimenti, senza dilungarsi nella stucchevole sequela di frasi di circostanza che hanno sempre il forte sapore della falsa modestia.
Sommario
Fare colpo con una presentazione, subito!
Titolo
Fare colpo con una presentazione, subito!
Descrizione
In una presentazione, i primi istanti sono cruciali per stabilire un buona empatia con il pubblico.
Autore
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sergio Gridelli Blog
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