Come sopravvivere al rinculo da “fine ferie”

Il rientro dalle ferie equivale al lunedì, ma moltiplicato per cento. Come se non bastasse, appena riprendiamo a occuparci della nostra professione, ecco palesarsi i demoni di tutte quelle faccende che avevamo procrastinato “a dopo le ferie”.

È tutta una questione di riadattamento funzionale, si dice, ma passare da un giorno all’altro dall’anarchia degli orari vacanzieri ai ritmi delle scadenze lavorative, non è per niente automatico. Tanto più che è proprio in queste circostanze che andiamo sotto pressione, mandando a farsi benedire le nostre consuete abilità esecutive.

Poi, come va a finire lo sappiamo. Quando lavoriamo in preda allo stress, mettiamo a rischio la fiducia in noi stessi e compromettiamo anche quella nei confronti dei nostri collaboratori. È un po’ come quando accarezziamo con il mouse l’icona “Invia”, indecisi se spedire una email non proprio ortodossa: “La invio o non la invio?”. Il buon senso suggerirebbe di soprassedere perché il messaggio è piuttosto violento, ma l’istinto prende in mano la situazione e… amen.

Mettiamoci in pausa

Se il “pronti-via”, dopo qualche settimana di ferie, ci ha fatto subito inciampare in decisioni poco lucide o avventate, non c’è cosa migliore da fare che fermarci. Dopotutto, i nostri impegni o l’azienda in cui lavoriamo hanno fatto a meno del nostro apporto per svariati giorni, non sarà una catastrofe se ci prendiamo qualche minuto di pausa.

Cosa intendo per pausa? Chiudere gli occhi, reindirizzare l’attenzione verso il nostro respiro, portare la mente agli istanti del presente. In sostanza, lo scopo è quello di riprendere in mano la situazione e “congelare” il tempo di reazione fra lo stimolo (l’evento che richiama una determinata azione) e la risposta (la scelta della migliore azione possibile).

Riconosciamo i sintomi dello stress

Prima di intraprendere una guerra (il più delle volte persa) contro lo stress quando questo è già sceso in campo, faremmo meglio a cogliere preventivamente i suoi segnali d’avvertimento. Quali sono? Ovviamente, le avvisaglie cambiano da persona a persona, ma si tratta sempre di percepibili deviazioni dallo stato normale: accelerano i battiti cardiaci, aumenta la sudorazione, c’è un progressivo irrigidimento di tutto il corpo.

Di solito, il loro manifestarsi non è esplosivo. Per questo, capire cosa ci sta succedendo e perché ci sta succedendo ci permette di riprendere il controllo prima che sia troppo tardi. Tutto ciò è possibile solo se, come già detto, ci fermiamo per fare mente locale sulla causa scatenante.

Se ci concentriamo, riusciamo a scoprire la sorgente da cui deriva il principio di ansia. Ce n’è sempre una sola che prevarica potentemente tutte le altre: può essere la caterva di email inevase, una scadenza che avevamo completamente ignorato oppure un appuntamento che non possiamo più rimandare.

Come saggiamente ci suggerisce il Piccolo Principe, ogni mattina dobbiamo strappare i germogli dei titanici baobab perché altrimenti crescono troppo e finiscono per distruggere tutto ciò che amiamo.

Diventiamo padroni di noi stessi

Fin qui l’ho fatta facile, ma sappiamo per certo che è molto complicato, se non addirittura impossibile, riuscire a controllare tutti gli eventi e in particolar modo le emozioni che gli fanno da corollario. Dopotutto, gli stati emotivi sono riflessi neurobiologici che si palesano prima ancora che ne abbiamo coscienza. Si pensi solo alle cosiddette “paure intelligenti”, cioè quelle che ci salvano la pelle in quanto legate al nostro istinto di sopravvivenza.

Al di là delle paure istintive, ci troviamo comunque invasi dai semi del baobab che pian piano infestano il nostro equilibrio, condizionando di conseguenza il nostro comportamento.

Tuttavia, abbiamo dalla nostra parte un’arma invincibile. Se è vero che siamo fatti di emozioni, è altrettanto indubitabile come qualsiasi emozione, presto o tardi, sfoci poi in un pensiero. Ed è proprio a questo livello che possiamo giocarci tutto il potere che abbiamo: quello dell’interpretazione.

Possiamo lasciarci trascinare dalla delusione, dalla frustrazione o, ancora peggio, dalla rabbia, con i risultati che ben conosciamo. In alternativa, possiamo attivare due trigger contrapposti, ma entrambi funzionali:

  • cosa potrei fare per peggiorare la situazione?
  • quale potrebbe essere lo scenario ideale una volta risolta la situazione?

Non si tratta di semplici astrazioni, ma di grandi risorse che ci mette a disposizione il pensiero. E tutte le volte che riflettiamo, interrompiamo la spirale di tutto ciò che pensiamo di non poter controllare, a vantaggio della comprensione.

Nessuno è infallibile o perfetto (immaginiamo che disastro o che noia sarebbe!), ma tutti siamo in grado di modellare il senso della nostra traiettoria nel mondo. In fondo, per dirla con Schopenhauer, la realtà (anche quella che diciamo essere oggettiva) non è altro che il risultato della nostra personalissima rappresentazione.

Sommario
Come sopravvivere al rinculo da “fine ferie”
Titolo
Come sopravvivere al rinculo da “fine ferie”
Descrizione
Le ferie si sono esaurite in un soffio ed è ora di riprendere il lavoro. Tutto diventa più semplice se riusciamo a gestire i contraccolpi emotivi.
Autore
Pubblicato da
Sergio Gridelli Blog
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