Ecologia di PowerPoint

PowerPoint uccide di noiaUna tragedia di proporzioni gigantesche ogni giorno uccide di noia milioni di persone nel mondo. Spesso nell’indifferenza più totale, stuoli di innocenti (contro la loro stessa volontà) vengono messi al cospetto di interminabili sequenze di slides raccapriccianti. Una catastrofe che mi porta a dire che, senza paura di smentita, il 99% delle presentazioni rappresenta il sonnifero più potente mai inventato dall’uomo.

Perché succede tutto questo? Al di là delle approssimazioni estetiche e delle assurde psichedelie cromatiche, una cosa che raramente viene presa in considerazioni dai presentatori di slides è il cosiddetto carico cognitivo. Gli esseri umani non riescono a fare bene molte cose nello stesso tempo: o ascoltano o leggono.

Invece, veniamo inondati da slides zeppe di testo. A questo punto possono succedere due cose. In un caso, il presentatore ripete quello che c’è scritto sullo schermo, incurante del fatto che il suo pubblico, con ogni probabilità, è in grado di leggere da solo, oppure il nostro protagonista si mette a divagare sull’argomento, ignorato dagli astanti che intanto cercano di leggere il contenuto della slide. La soluzione? Starsene in silenzio e aspettare che il pubblico finisca di leggere. Ma allora perché il presentatore è lì?

Come i porcospini che continuano imperterriti ad attraversare le strade, ogni giorno milioni di presentatori, con grande sprezzo del pericolo, mettono in scena la stessa litania con effetti devastanti sulla comunicazione e, a seconda dei casi, anche sulle attività di business.

PowerPoint uccide. Di noia.

PowerPoint uccide. Di noia.

Non sostengo che i presentatori (o buona parte di questi) non siano creativi e/o dotati di capacità comunicative, semplicemente trascurano il fatto che ogni mezzo ha delle proprie peculiarità. Se invio una presentazione per mail è naturale che deve essere il più esplicativa possibile, ma se gli stessi contenuti li comunico davanti a un pubblico devo fare in modo che l’attenzione sia su di me. In quel momento io sono la presentazione, la slide rappresenta unicamente un supporto che mi aiuta a rendere più chiara ed empatica la mia esposizione.

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Come trasformare gli stessi concetti in una slide decisamente più accattivante.

Quindi, esiste un metodo per fare delle presentazioni brillanti e a prova di abbiocco? Sì e no. Un metodo presuppone un percorso lineare, ordinato, logico, sempre valido. Invece, le presentazioni cambiano continuamente in base agli argomenti e ai pubblici. In questo senso, ci può (e ci deve) essere un sorta di approccio nuovo che suggerisce una strada, una direzione e, perché no, anche una filosofia della comunicazione multimediale. Ogni uomo (e quindi ogni presentatore) è unico, così come è irripetibile qualsivoglia situazione. Il successo dipende esclusivamente da questi elementi di originalità.

Per tali motivi, il mio mestiere non è quello di vendere il pane, bensì il lievito. Sono soddisfatto e convinto di aver fatto un buon lavoro quando riesco a far vedere le presentazioni con occhi nuovi a coloro che, per dovere o semplice divertimento, le devono fare.

In ultima analisi, per andare verso un’ecologia di PowerPoint e dei suoi simili non preoccupiamoci delle mirabolanti funzionalità del software, concentriamoci piuttosto sulla sottrazione di peso alla nostra comunicazione, perché come ci ha insegnato Leonardo da Vinci “la semplicità è l’estrema perfezione”.

Icon_course[Corso] Ecologia di PowerPoint

2 thoughts on “Ecologia di PowerPoint

  1. Sono un informatico, tengo corsi di formazione molto spesso, anche su Powerpoint. Da anni cerco di convincere le persone a costruire slides più leggere e meno “scritte”. Quindi sono d’accordo su tutto tranne che su un punto e cioè quando si dice “non preoccupiamoci delle mirabolanti funzionalità del software”.
    Molte persone avrebbero anche delle buone idee per quello che riguarda l’efficacia della comunicazione, ma poi non sanno come tradurle in diapositiva perchè non sanno usare Powerpoint e non ne conoscono le potenzialità.
    Non è che forse l’ignoranza informatica sta svolgendo un ruolo ancora più negativo dell’ignoranza dei metodi di comunicazione?

    • Grazie per la battaglia che conduci nel cercare di “convincere le persone a costruire slides più leggere e meno scritte”. A volte, di fronte alla reiterazione di presentazioni di una noia mortale, penso sia un’impresa vana, come vuotare il mare con un cucchiaino.
      Comprendo le tue considerazioni circa il “saper usare” un software allo scopo di meglio rappresentare i propri concetti. Tuttavia, mi accorgo sempre più spesso di come la tecnica prenda il sopravvento sulla semantica.
      Non tutti sono grafici o designer. Ma proprio per questo noto che si tende a esagerare con “gli effetti speciali”.
      Per esempio, nonostante nei miei post utilizzi la definizione PowerPoint (ormai è uno standard di riferimento de facto, come Post-It per i fogliettini, Scotch per il nastro adesivo, Jeep per le auto fuoristrada, etc…), le mie presentazioni sono tutte in PDF, disegnate una slide alla volta con Inkscape.

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