Luogo, non luogo, fuori luogo

Mi ha sempre affascinato la definizione di non luoghi. Posti dove per definizione non albergano le forme tradizionali della socialità: supermercati, aeroporti, stazioni di servizio. Spazi antropizzati, ma privi di relazioni umane durature, destinate per converso a dissolversi nel transito o nella provvisorietà dell’atto specifico (vado a fare il pieno e non trascorro certo la serata “in …

I social network cablano il cervello?

Dai cinema ai ristoranti, passando per le sale d’attesa e i mezzi di trasporto pubblico, lo scenario non cambia: una costellazione di piccole lampade votive ridisegna l’universo delle (nuove?) relazioni umane. È ormai evidente come la preoccupazione a consultare continuamente i telefonini sovrasti quella per le persone “fisiche” intorno a noi, familiari compresi.