Anche il 2022 sarà l’anno di meta qualcosa?

L’anno della migrazione sulle piattaforme sociali, l’anno dell’esplosione dei contenuti video, l’anno della morte della mail (da quanto tempo ce lo ripetiamo?). Insomma, ogni anno nuovo è buono per lanciarsi in previsioni più o meno azzeccate.

E intanto le cose succedono, a prescindere dagli oroscopi (ci ricordiamo cosa prevedevano le stelle per il 2020?), dai nostri fantasiosi pensieri, dal tempo che ci riga i sogni.

Magari un giorno scopriremo che si trattava solo di un grande inganno, ma sotto il tappeto del cinico re-branding di Facebook non si può negare che qualcosa stia per succedere.

È bastato congiungere due parole, meta e verso (peraltro l’idea è vecchia di trent’anni), ed ecco aprirsi lo scenario di un universo metafisico. Una sorta di fenomeno che finirà per trascendere addirittura la stessa internet, per lo meno come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi.

Forse, è ancora presto per rendersi conto dell’effettiva portata di questa transizione, però si respira già l’aria della cosiddetta realtà estesa. Ovvero, un misto di realtà aumentata, mixata, virtuale.

Così (ma sì, facciamola questa predizione!), una mattina come quella di oggi, un assistente artificiale ci darà il buongiorno del 1 gennaio 2032. I riflessi sono ancora un po’ appannati, del resto siamo stati svegli fino a tardi per assistere al concerto digitale dei nuovi Måneskin. Abbiamo ancora addosso il visore olografico e alcuni amici insistono per raggiungerli in quel bar di tendenza dove gli avatar vestono solo abiti completamente griffati.

Nonostante il persistente torpore che ci annebbia i pensieri, l’idea non ci dispiace e, per fare in fretta, impostiamo il sistema a 1,5x.

Il “locale” è pieno di persone (persone?) di tutte le nazionalità, ma le loro lingue sono tradotte simultaneamente nel nostro idioma. Le solite chiacchiere “da bar”, ma a differenza di un decennio prima, nessuno discute più di cose reali del mondo reale. Siamo completamente avvolti da questa nuova consistenza della realtà.

A pensarci bene, anche questo 2022 lo trascorreremo in gran parte davanti a dei display. Dieci anni più avanti, ci finiremo “fisicamente” dentro.

Con una capriola all’indietro, ci vediamo negli anni novanta con il Motorola StarTAC, Windows 95, Netscape Navigator e ci scappa da ridere. Ma quello era il futuro.

L’ondata dei personal computer, di internet e degli smartphone ha poi trovato il suo centro di gravità (che credevamo permanente) perché ciascuna tecnologia aveva reciprocamente bisogno delle altre.

Ora, la nostra immagine nel Metaverso prossimo venturo, ci appare più incerta e meno scontata. Per dirne una, non me la sentirei di scommettere sulla sopravvivenza dei PC.

Invece, saranno sempre più modalità predefinite quelle di ridurre gli spostamenti per le “riunioni di lavoro”, la “certificazione” del sapere attraverso i badge elettronici, il riconoscimento degli inventari degli NFT con lo stesso “peso” dei loro corrispettivi fisici. E poi, l’inarrestabile diffusione delle criptovalute.

Le sfide che ci aspettano saranno solo in minima parte tecnologiche. Nel “nuovo” universo l’età, le differenze di genere, le diversità, saranno “componenti” in larga parte irrilevanti. Questo comporterà una profonda trasformazione degli attuali paradigmi sociologici con i quali descriviamo il mondo delle relazioni (anche economiche) fra gli esseri umani.

Avremo ancora bisogno di acquedotti, di strade, di campi di grano. Ma il meta-versante della nostra vita da avatar ci rapirà i sensi a tal punto da far sembrare all’improvviso molto noiosi tutti gli atomi che, fino a oggi, hanno definito i nostri cammini.

Servirà, pena la conservazione della nostra e delle altre specie, la ricerca di un equilibrio su scala globale. L’alternativa distopica, sarà quella di spassarcela allegramente dentro paradisi artificiali, mentre il pianeta va in frantumi.

A quel punto, anche il livello esperienziale si troverà a fare i conti con un “universo” che lo trascende o lo uccide.

Se tanto ci dà tanto, il perpetuarsi dell’inerzia delle istituzioni nei confronti dei padroni di internet (Google, Amazon, Apple, Microsoft, Facebook) al tempo del web 2.0, a ridosso della nuova frontiera rischia di trasformarci tutti in servitori della gleba all’interno di giganteschi e incontrollati feudi digitali.

Il mondo cambierà. In meglio o in peggio dipenderà solo da noi. Stavolta, usiamo tutta l’esperienza che abbiamo maturato per non commettere gli stessi errori del passato.

Sommario
Anche il 2022 sarà l’anno di meta qualcosa?
Titolo
Anche il 2022 sarà l’anno di meta qualcosa?
Descrizione
Ogni nuovo anno è sempre l'anno di qualcosa. Poi, alla prova dei fatti non va quasi mai come predetto. Metaverso escluso. Forse.
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Sergio Gridelli Blog
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2 risposte a “Anche il 2022 sarà l’anno di meta qualcosa?”

  1. Buona sera bellissima delucidazione spiegato molto bene il nostro futuro anche
    se preferirei non vederlo grazie Sergio e tanti auguri

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