La voglia di scrivere

Dove trovi la voglia di scrivere?” è una domanda che mi sento rivolgere spesso, specie quando racconto che aggiorno settimanalmente il mio blog. Già, dove la trovo?

Con tutta franchezza devo ammettere che, a volte, mi sorprendo anch’io di avere delle cose da dire. Poi, pensandoci bene, riconosco nella curiosità la spinta propulsiva che fa muovere tutto. Nello specifico, mi accorgo che appiccico un “perché?” a qualsiasi cosa.

Questo approccio “indagatore” mi consente di intravvedere relazioni di significato inedite e, di conseguenza, comprendere come tutta una serie di indizi, a prima vista trascurabili, possono invece dialogare sullo stesso piano.

Non sempre è “buona la prima”, ma già il fatto di non essere soddisfatto del risultato mi rimanda ad altre domande. È un po’ come rileggere tutto al rallentatore e scoprire che in realtà c’è nascosto altro contenuto negli spazi bianchi fra le parole.

C’è tutta la vita che non è mai stata raccontata. Ci sono le vicende che non diventano storie – per scelta o più spesso per caso – e si perdono nei gorghi del tempo che passa. Ci sono le occasioni non colte, le cose che non vogliamo ricordare o non vogliamo sapere di noi stessi e degli altri. Gli spazi fra le vignette sono il sottosuolo della nostra coscienza.” (Non esiste saggezza, Gianrico Carofiglio) ecco così, esattamente così.

Il piacere semplice della scrittura

Come nel marketing sono state introdotte le cosiddette buyer personas, anche le cose che scrivo immagino di raccontarle a voce a una persona che conosco.

Per quanto possibile adotto un registro di scrittura colloquiale e appassionato, perché solo quando parliamo di qualcosa che amiamo riusciamo a essere attraenti. Il tono (cioè, il come si raccontano le cose) trasforma la scrittura in un potentissimo strumento di dialogo che fa (quasi) dimenticare la sua natura asincrona.

Giusto per non smentirmi, continuo a chiedermi perché dovrebbe interessare a qualcuno quello che scrivo.

Tutti abbiamo dei desideri, degli obiettivi e, perché no, delle ansie ricorrenti che ci tormentano. Ecco allora che la messa a fuoco dei miei bersagli e delle mie turbolenze, mi fa pensare a quanti si sono trovati (o si trovano) nelle medesime situazioni. Non sarò stato il solo che, una volta messo online il proprio blog, si è chiesto “E adesso cosa ci scrivo?”. Per questo, sono soddisfatto di ciò che scrivo quando immagino un lettore che esclama “Ehi, questo tizio parla proprio di me!”.

Per ottenere questo risultato è indispensabile uscire dal cortocircuito di “essere costretti a scrivere”. Quando avvertiamo un senso di obbligatorietà (non importa se solo nei confronti di noi stessi), mandiamo al tappeto qualcosa di davvero prezioso, i sentimenti.

La scrittura è creativa

Trasformare un pensiero attraverso una struttura fatta di regole (che si possono trasgredire), è un atto creativo per definizione. Ne deriva che la definizione di “scrittura creativa” è per certi versi un’espressione ridondante. A nessuno verrebbe in mente di dire che l’acqua è bagnata.

Ora, si potrà obiettare che ci sono anni luce di distanza fra una poesia e una lettera commerciale, ma grattando la superficie scopriamo che sono entrambe il risultato di una idea, di uno scopo, di una soluzione. Tutti presupposti che per potersi manifestare devono essere modellati (quindi creati) con la scrittura.

Ridiamo, piangiamo, riflettiamo sia quando leggiamo cose del tipo “Sempre caro mi fu quest’ermo colle…”, oppure di fronte a “Con la presente…” (per favore, non scrivetelo mai). La scrittura ha il potere (ri)generativo di creare un legame fra i nostri paesaggi cognitivi e quelli altrui.

Ricapitolando, ma senza capitolare

L’ispirazione per scrivere si nasconde ovunque. Potrà apparire strano, ma le idee migliori mi vengono quando faccio delle cose noiose (odio “scrivere” le fatture, ma le bollette vanno pagate!).

Il trucco – non so definirlo in altro modo – sta nel mescolare le cose: il volo di un aeroplano con il lavoro a maglia, un acquerello con una torta, un dialogo ascoltato in televisione con il libro che sto leggendo.

Non sempre è il momento giusto per scrivere, ma in ogni istante posso annotare queste suggestioni. Rilette poi dopo qualche giorno mi daranno lo spunto per “vedere” altre connessioni. Insomma, è praticamente impossibile che rimanga a corto di contenuti.

Un ostacolo che ho rimosso da tempo è stato quello di non inseguire più la perfezione. Certo, ricerco nella scrittura un equilibrio formale e il più possibile gradevole, ma la cosa che mi entusiasma di più è godere del processo espositivo che prende forma davanti ai miei occhi.

Sommario
La voglia di scrivere
Titolo
La voglia di scrivere
Descrizione
Scrivere è una fatica nera... se lo devi fare per forza. Diventa piacevole quando mescoli qualcosa per creare qualcos'altro.
Autore
Pubblicato da
Sergio Gridelli Blog
Logo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *