E se la formazione online diventasse un gioco?

Da quando, causa il lockdown e la successiva ripresa turbolenta, l’elearning è diventata la mia modalità predefinita di somministrazione della formazione, non passa giorno senza che mi arrovelli per cercare le soluzioni più adeguate per farla.

Non c’è l’aula fisica e anche il tempo viaggia inevitabilmente su un’altra dimensione. Quattro ore in presenza non sono sovrapponibili al medesimo tempo trascorso davanti a uno schermo, non fosse altro per la mancanza di buona parte dei livelli caratteristici della comunicazione.

È tempo di passare dal tempo alle prestazioni

È più importante il monte ore di un corso o l’apprendimento di tecniche mirate a risolvere un determinato problema professionale? Non dovrebbe essere difficile comprendere l’abissale differenza pratica fra i due approcci, ma ancora si insiste a proporre palinsesti quantitativi che, specie nella trasposizione online, mostrano tutti i loro limiti.

Se l’obiettivo della formazione (anche di quella offline) è il miglioramento delle prestazioni individuali e collettive, allora tutto dovrebbe convergere verso un apprendimento mirato a un bisogno concreto e indipendente da “gabbie temporali” spesso definite a tavolino.

Le meccaniche di gioco al servizio dell’apprendimento

Ho in testa una sorta di micro-lezioni, di massimo venti minuti ciascuna, completamente basate sul gioco. Fra le altre cose, imparare giocando è anche un modo alquanto efficace per mantenere alto il livello di coinvolgimento che sappiamo essere una delle principali criticità della formazione online.

Ovviamente, il gioco deve essere congegnato in maniera tale da privilegiare l’esperienza, altrimenti si rischia di scivolare nell’effetto distrazione.

Intendo una funzione propedeutica alla forma. Per esempio, se lo scopo è quello di far acquisire dimestichezza con una sequenza di passaggi da eseguire in un certo modo, ecco allora che un diagramma di flusso (o un’infografica), che viene “svelato” progressivamente in seguito al superamento di “quiz gamificati”, può assolvere a questo compito. Semplificando, prima l’obiettivo da raggiungere, poi la meccanica ludica corrispondente.

In pratica, il passaggio ai livelli successivi – come in un videogame – avviene attraverso il superamento di prove (risposte che sbloccano ulteriori informazioni, ricerca di un eventuale “piano B”, proposta di soluzioni inusuali) cui viene attribuito un punteggio e/o dei bonus.

L’importanza dello scenario reale

Come ci hanno insegnato le tecniche di team building, più le dinamiche di contesto assomigliano a quelle dell’unità lavorativa e più aumenta la qualità delle abilità apprese.

In questo senso, se il gioco viene visto come un’entità completamente avulsa dallo scenario professionale vissuto quotidianamente, il risultato andrà in una direzione diametralmente opposta a quello atteso. Per maggiore chiarezza, una caccia al tesoro da fare sul web va bene, ma solo se correlata a traiettorie di ragionamento tipiche di quell’ambito professionale.

Se il contenuto è il sovrano assoluto (il re) dell’insegnamento, nella formazione online è impossibile non tenere conto anche del contesto specifico (il regno) di ciascuna realtà aziendale.

Ecco perché una simulazione di gioco che “funziona” perfettamente in un’officina meccanica potrebbe rivelarsi del tutto inefficace se proposta ai collaboratori di un ufficio legale. Cambiano i livelli di conoscenza, le dinamiche fra i ruoli, le relazioni tipiche con i “mondi” esterni.

Quale tipo di competizione?

L’antico adagio secondo cui “la toppa si vede più del buco” trova anche nella gamification della formazione la sua più totale aderenza.

Nonostante si tratti di un gioco, ancorché orientato a fornire gli strumenti gestionali più efficaci, non è mai una buona idea trasformarlo in una sorta di gara, con dei vincitori e dei perdenti.

Anziché stilare delle classifiche fra colleghi, è molto meglio che ognuno competa contro se stesso. Attraverso una scheda personale dei risultati, il gioco ha anche lo scopo di motivare al miglioramento delle proprie prestazioni. Il feedback in tempo reale dà a ogni discente la possibilità di auto-valutarsi e cercare di fare meglio.

Il ricordo aumenta quando facciamo direttamente qualcosa

È assodato che il nemico numero uno dell’insegnamento è l’oblio rapidissimo di quanto appreso. Una curva che non di rado scende ben al di sotto del 20% di tutte le nozioni trasmesse dal docente.

Il vantaggio di accorciare i tempi della formazione aziendale, in associazione con specifiche metodiche di gamification, sta proprio nella sua caratteristica incrementale. Ovvero, piccoli moduli che attraverso il gioco collegano informazioni via via di livello superiore, producono l’effetto di aumentare la ritenzione mnemonica degli argomenti.

Ma non solo. Tutto quello che impariamo giocando, passa dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Ed è qui che vengono fabbricati i mattoni fondamentali della conoscenza.

Sommario
E se la formazione online diventasse un gioco?
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E se la formazione online diventasse un gioco?
Descrizione
La formazione online è diversa da quella in presenza. C'è bisogno di un nuovo approccio. Il gioco potrebbe rivelarsi la carta vincente.
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Sergio Gridelli Blog
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