Avere tempo è una scelta, non averlo pure

Non ho tempo” è una delle scuse più frequenti. Così ricorrente, che è la prima cosa che ci viene in mente quando non riusciamo a fare una cosa alla quale, peraltro, riconosciamo un valore.

Andrei in palestra, ma non ho tempo”, “Farei volentieri del volontariato, ma non ho tempo”, “Leggere è la mia passione, ma non ho tempo” e chissà quante altre aspirazioni abbiamo sempre rimandato con la scusa del tempo.

“Come risparmiare tempo” è una ricerca che fa restituire a Google quasi 20 milioni di risultati. Ciò conferma che la questione della gestione del proprio tempo, in varia misura, assilla tutti. Così scopriamo che sottraendo minuti (preziosi) alle nostre attività quotidiane e sommandoli insieme, otteniamo il gruzzoletto di tempo necessario per fare ciò che ci piace.

Magari qualcuno utilizza questo metodo, ma personalmente lo trovo piuttosto ridicolo e, mi si passi l’estremizzazione, anche al limite dell’ossessione compulsiva. Fra i “trucchi” consigliati ce ne sono alcuni davvero propedeutici alla patologia psichiatrica:

  • ogni volta che usi lo scotch ripiegalo alla fine, così la volta successiva risparmierai tempo per capire dov’è il capo
  • impara a piegare le t-shirt in meno di due secondi, in questo modo puoi guadagnare dagli 8 ai 10 minuti a settimana
  • pianifica la registrazione dei programmi tv in modo tale da saltare la pubblicità quando li guarderai, con un risparmio stimato di mezz’ora al giorno
  • controlla le notifiche sullo smartphone per non più di tre volte al giorno e a orari fissi (non so voi, ma io questo tipo lo devo ancora incontrare)
  • utilizza un’app che blocca l’accesso ai siti che consulti più frequentemente (come sopra)

La mia convinzione è che non facciamo una vita soddisfacente grazie al tempo che risparmiamo, ma è fare la vita che ci piace a farci economizzare il tempo.

Quasi un anno fa (era inverno) mi si è rotta la caldaia, con allagamento della cucina e conseguente abbassamento della temperatura casalinga a livelli artici. Fra asciugare l’acquitrino che si era formato, tentare di risolvere il guaio da solo, chiamare il tecnico e ripristinare tutto ho “dedicato” all’inconveniente la bellezza di 6 ore. Praticamente, per metà giornata non ho fatto nient’altro.

A questo punto, la domanda che mi faccio oggi è: “Se il giorno prima avessi pensato di prendermi 6 ore tutte per me, sottraendole al lavoro, non avrei avuto esitazioni o avrei senz’altro rinunciato dicendo di non avere tempo?”.

Questo episodio spiega perché il tempo è flessibile. Non abbiamo la bacchetta magica per “creare” più tempo, ma possiamo dilatarlo per soddisfare gli scopi che ci siamo prefissati.

Il tempo come scelta di vita

Il tempo è una scelta. Ne deriva che quando affermiamo di non avere tempo, in realtà stiamo dicendo che quella cosa non è una priorità. Per esempio, posso dire di non avere tempo per lavare la mia automobile, ma se per farlo qualcuno mi offrisse seduta stante 5.000 euro (o anche meno), mi butterei a capofitto nell’impresa.

Quindi, non è mai la mancanza di tempo che ci impedisce di fare le cose. Il vero limite delle nostre azioni è esclusivamente la mancanza di motivazioni. E le motivazioni sono fondamentalmente delle priorità. Quel giorno, la mia priorità assoluta era sistemare la caldaia e ci ho dedicato il tempo necessario. Tutto il resto era passato in secondo piano, anche quelle attività che solo qualche ora prima mi parevano irrinunciabili.

Sento già ronzarmi nelle orecchie l’obiezione di qualcuno, pertanto dico subito che non voglio per nulla sminuire la complessità delle giornate di nessuno. Tuttavia, anche in una vita altamente incasinata ci sono sempre delle priorità. Per quanto il lavoro sia “assorbente”, quando sta male un nostro familiare ci dedichiamo in tutto e per tutto a lui, dimenticandoci (e rinviando) il resto.

Il tempo è davvero rigido?

Dire che il tempo è rigido equivale anche ad ammettere la sua fragilità. Non rimaniamo giovani per sempre, ogni giorno ci cambia e allo stesso modo la nostra salute non è eterna, ma incuranti di queste certezze finiamo per rimandare continuamente le nostre emozioni creando quello che in psicologia viene definito col termine di amplificazione. Più proviamo a ignorare la torta che è nel frigorifero e più la desideriamo.

Tutto questo rinviare a quando avremo più tempo (quando?) non fa altro che farci vivere male qualsiasi istante della nostra vita.

Anche se abbiamo un lavoro a tempo pieno e incombenze che si prendono gran parte di quello che rimane, possiamo sempre trasformare gli attimi in gioia.

Quelli che chiamiamo istanti di relax, molto spesso li impieghiamo girovagando dentro il cellulare e/o zappingando fra i canali della tv. Tutto tempo dove potremmo incastrare le cose belle che davvero ci interessano. Per dirne una, viaggio spesso in treno e ho sempre con me un piccolo taccuino dove annoto frammenti di dialoghi che poi elaboro per i miei articoli. Incastonato dentro questa “abitudine” c’è il tempo per una delle cose che mi emoziona di più: scrivere.

Quando le cose belle, ovvero le emozioni che ci fanno stare bene, diventano la nostra priorità, abbiamo trovato il modo di vivere la vita che ci piace nel tempo che possediamo.

Sommario
Avere tempo è una scelta, non averlo pure
Titolo
Avere tempo è una scelta, non averlo pure
Descrizione
"Non ho tempo" è uno degli alibi che ci impedisce di agire. Ma è davvero la sua mancanza la causa? Oppure, la sfida va spostata sulle motivazioni?
Autore
Pubblicato da
Sergio Gridelli Blog
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