Il vecchio cede, il nuovo avanza, l’ibrido vince

Il tempo ci trasforma, fisicamente e intellettualmente. Allo stesso modo, cambia anche lo scenario che ci circonda, è l’evoluzione bellezza (o l’involuzione, direbbe qualcuno più incline al pessimismo).

Non è storia di oggi, il “vecchio” ha sempre dovuto fare i conti con l’innovazione. Quasi mai si è trattato di strappi violenti, anzi spesso abbiamo assistito alla coesistenza di sistemi alternativi (o quasi) fra loro.

Certo, la novità è talmente sfavillante da lasciare nell’ombra tutto ciò che non tiene il suo passo. Nascono così le derive assolutiste che fanno dire (quante volte le abbiamo sentite?) “La pubblicità è morta”, “L’e-commerce è morto”, “Il blog è morto”. Un cimitero del tutto immaginario poiché, con modalità di certo differenti rispetto a quando loro stessi erano “novità”, continuiamo a farci convincere dalla pubblicità, a comprare online, a scrivere dentro un sito.

Guardando anche molto indietro nel passato, ci accorgiamo che nessuna invenzione ha mai cancellato del tutto quella precedente. Casomai, ha indotto quest’ultima a reinventarsi, aggiustarsi, riposizionarsi. È successo al teatro con l’avvento del cinema, a quest’ultimo con l’irruzione della televisione e via così fino alla rivoluzione dei nuovi media.

Non fanno eccezione questi tempi così veloci, a tratti istantanei e, in ogni caso, sempre inclini a resettare tutto.

Squadra virtuale vs squadra analogica = squadra geografica

Le possibilità tecniche di costituire team di lavoro tele-distribuiti esistono da almeno un decennio, ma la complicità di startup sempre più bisognose di competenze, anche molto diverse, ha determinato negli ultimi tempi un significativo trend di crescita di questa possibilità di collaborazione.

Va detto, e forse qui c’entra più la ricerca di uno stile di vita meno stressante, che il telelavoro viene sempre più preferito per scelta autonoma che per reali necessità operative dell’azienda.

Tuttavia, indipendentemente da come la pensiamo, il tempo continuerà a essere un bene ad alto tasso di scarsità. Pertanto, sarà questa l’unica risorsa in grado di dosare un approccio o un altro.

Fruibilità immediata vs vincolo fisico = computer invisibile

I servizi IT sono in continua migrazione verso soluzioni cloud-based e mobile-centric. Il software si è (quasi) definitivamente “staccato” dalla sua esclusività su un singolo device.

Il cambiamento non avverrà in maniera dirompente e non lascerà un deserto, ma sicuramente da qui a poco sorrideremo stupiti del fatto che una volta i programmi dovevano essere installati su un computer.

Prezi vs PowerPoint = contenuti di valore

Per quanto riguarda il superamento delle presentazioni sequenziali (PowerPoint-like) a favore di quelle dinamiche (Prezi-like) il dibattito è sempre aperto e pieno di prese di posizione anche molto tranchant.

Al netto degli stili di presentazione personali, non è mai il mezzo tecnico a fare la differenza. Se mancano le idee, non saranno certo la grafica mozzafiato e le animazioni pirotecniche a farle sbucare magicamente dal cilindro.

Video vs infografica = rappresentazione delle idee

Il vetusto e scricchiolante Flash sembra (finalmente) giunto alla fine dei suoi giorni. Il più moderno e flessibile HTML5 conferma la sua crescita, fin qui avvenuta comunque non senza problemi.

Sui social media tradizionali già si coglie il vantaggio, in termini di visualizzazioni, dei video rispetto ad altre forme visive, e già adesso piattaforme come Instagram sono lì a ricordarci la transizione in atto verso pratiche di comunicazione più rapide ed efficaci.

Tutto sembra favorire la superiorità dei video (sempre più di alta qualità) a discapito di altre modalità di rappresentazione, non ultime le infografiche. Probabilmente, per molto tempo ancora dovremo fare i conti con una sorta di melting pot fra i due sistemi.

Social marketing vs pubblicità tradizionale = streaming advertising

A differenza del passato, oggi la persuasione viaggia alla velocità supersonica dei post pubblicati sui social media. Non vi è dubbio che il content marketing abbia imboccato la strada della crescita esponenziale.

In un mondo spinto dall’istantaneità, gli impianti storici della pubblicità sono destinati a soccombere (o perlomeno a integrarsi, trasformarsi, mettersi in discussione) sotto le sferzate della generazione rapida dei contenuti e delle interazioni one-to-one.

Per tenere il passo, la scrittura creativa sarà sempre più chiamata a dialogare “in diretta” in luogo della sola costruzione di architetture lessicali statiche e mono-direzionali.

Billboard ibrido
Billboard ibrido | Grenfell Tower, Londra

I cambiamenti sono in atto. Alcuni di questi ci appaiano già ora più che conclamati, altri sono in attesa del colpo di genio di qualcuno per farci cogliere tutto il loro potenziale in termini di utilità pratica.

In un modo o nell’altro facciamo parte di questo futuro. Fantastichiamo, immaginiamo, ipotizziamo scenari che, comunque vada, già oggi ci appartengono e con i quali dialoghiamo senza soluzione di continuità, passando da un sistema all’altro senza battere ciglio. E, forse, senza nemmeno accorgercene.

2 risposte a “Il vecchio cede, il nuovo avanza, l’ibrido vince”

  1. A differenza degli altri, questo
    un post “difficilotto”
    Forse per gli addetti ai lavori
    ma uno dovrei essere anche io ..;-)) !!!???

    Comunque Sergio Gridelli communication
    sempre n 1 !!

    Fabio

    1. Grazie Fabio!
      Ad ogni modo, non esistono cose facili e cose difficili. Esistono cose che conosciamo o sappiamo fare e cose di cui ignoriamo l’esistenza o non sappiamo fare. Per quest’ultime c’è solo un rimedio: studiarle e farle.

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