Alzare l’asticella

Partiamo subito da un presupposto sbagliato: cerchiamo di raggiungere una certa stabilità (personale, professionale, affettiva) al solo scopo di consolidare una certezza. Quella di non doverci sbattere più.

Quindi, capita di vedere persone che, conquistato il famigerato “pezzo di carta”, trovano un posto di lavoro più o meno confacente al loro percorso scolastico. In quel preciso istante, smettono di studiare e passano una vita aggrappati alla loro zona di comfort. Fine dell’avventura.

È del tutto normale rimanere ancorati alla tranquillità delle cose a noi familiari, ma così facendo uccidiamo sul nascere la ricerca di qualsiasi possibilità di miglioramento. L’adattamento alle trasformazioni, l’ascolto attivo, l’attitudine al problem solving sono tutte peculiarità (le cosiddette soft-skill) fondamentali per la crescita personale. Si tratta di caratteristiche molto difficili da sviluppare se rimaniamo dentro il recinto delle cose che sappiamo.

“Gli esami non finiscono mai” è molto più di una commedia o di un modo di dire. La vita non è una linea retta, ci sono gli imprevisti, le gioie che si mescolano ai dolori, l’incertezza di confrontarsi continuamente con altre persone, altre idee, altre culture.

E se invece…

Chi non si è mai allontanato dalle proprie sicurezze, appena si paventa il rischio piomba in un mutismo preoccupato. Il medesimo disagio avvertito dall’anziano pastore che perde di vista il campanile di Marcellinara, il punto di riferimento di una vita.

L’impossibilità di immaginare scenari diversi include l’invisibilità del successo. Certo, espandere il proprio territorio d’azione ha nel conto il fallimento, ma non mollare gli ormeggi il più delle volte impedisce che le cose accadano.

Stesse cose, stessi risultati

Le situazioni nuove, sia quelle cercate che le altre indipendenti dalla nostra volontà, ci mettono sempre un po’ a disagio. La novità agisce sul cambiamento e, come sappiamo, una trasformazione può essere positiva (il miglioramento) o negativa (il peggioramento).

L’incertezza si combatte solo con la forza interiore, una qualità che si rafforza spingendo continuamente un po’ più in là i propri limiti.

E se sbagliamo? Nessuno ha la sfera di cristallo, però tutti possiamo fare tesoro dai fallimenti e trasformarli in utili esperienze per le volte successive.

Quanto vogliamo bene a noi stessi?

La fiducia nelle nostre capacità non è qualcosa di innato. Si forma quando fissiamo degli obiettivi e aumenta man mano che ne individuiamo di nuovi.

Come ci sentiamo quando raggiungiamo un traguardo difficile, complicato, rischioso? Quello stato di euforia è un acceleratore di autostima che ci fa capire quanto siamo in grado di fare. Spesso, molto di più di quello che immaginiamo.

La paura per tutto quello che c’è là fuori

Più ci adagiamo sulle cose a noi maggiormente familiari e più tutto quello che sta fuori ci apparirà spaventoso.

La velocità con cui avvengono le trasformazioni non è più quella di dieci anni fa. Ogni giorno c’è una piccola (o grande) metamorfosi che impatta direttamente (o indirettamente) sulla nostre pianificazioni quotidiane.

Va da sé che la paura del cambiamento lascia indietro quelli meno allenati, mentre dà un enorme vantaggio a chi è in grado di trovare le giuste contromisure per adattarsi. Anche chi si avventura fuori dalla zona di comfort avverte l’arrivo dell’ansia, ma sa controllarla rimanendo calmo e analitico.

Anche il più piccolo disappunto manderà in crisi chi vive nel terrore di trovarsi indifeso in un territorio a lui sconosciuto. Al contrario, fare esperienze fuori dalla zona di comfort fa crescere il senso della sfida, qualsiasi sia il contesto che si presenta.

Dove si compra la creatività?

Se siamo convinti che il mondo sia bi-dimensionale, etichetteremo come pazzi tutti quelli che vorranno convincerci che invece è fatto da tre dimensioni. È quello che succede quando facciamo coincidere la nostra routine con la realtà, dimenticandoci (per paura e anche per comodità) che si tratta solo di una nostra rappresentazione.

Maggiori saranno le nostre esperienze non abitudinarie e più ricca di strumenti sarà la cassetta degli attrezzi con la quale affronteremo i problemi. Nessuno ha mai risolto un problema con gli stessi argomenti che l’hanno generato. Un’altra ragione per alzare l’asticella e superare il limite precedente. Una vita viva ci attende.

Photo by  Justyn Warner

2 risposte a “Alzare l’asticella”

  1. Domani andrò al BRICO a comperare una cassetta piena di attrezzi e anche una tuta come buon auspicio !!!

    Grazie Gridelli, bellissimo post !

    Fabio Bargnesi

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