Tre rompicoglioni che fanno diventare grandi le aziende

Un rompicoglioni con in mano un'anatra finta

L’abisso di differenza che passa fra il capo e il leader, si coglie soprattutto dal tipo di persone di cui loro si circondano.

Nel primo caso è tutto un pullulare di yes man che non esiterebbero a calpestare chiunque, pur di compiacere al Megadirettore Galattico. Purtroppo, questo è uno stato dell’arte molto diffuso nelle aziende di tutto il mondo.

Più rare sono le organizzazioni dove la leadership “si fida” dei propri collaboratori, mettendo spesso in conto anche “gestioni psicologiche” non sempre lineari, quando non superano addirittura il limite della sopportabilità.

Tuttavia, è proprio grazie ai rompicoglioni che le aziende fanno la differenza. Mettersi di traverso, contestare ciò che appare ovvio, ipotizzare scenari non immediatamente comprensibili sono tutti indicatori di interesse che i rompicoglioni portano in dote. Del resto, il sì acritico o, peggio, dettato solo dall’ottenimento dell’approvazione del capo (peraltro, sempre estremamente effimera), fa delle aziende un assoluto concentrato di nullità.

Il visionario

Mentre tutti traguardano le prospettive tipiche del bilancio d’esercizio annuale, il visionario immagina come sarà il mondo fra 10 anni o più. La massa cerca la via d’uscita dal labirinto, il visionario è già all’altezza delle nuvole e da lassù vede qual è la direzione giusta.

Siccome a questo personaggio appare cristallino ciò che per tutti gli altri è solo nebbia, è inevitabile arrivare allo scontro. Sta qui la capacità del leader a ricomporre la situazione attraverso tabelle di marcia differenziate, ma tutte convergenti verso l’obiettivo più ambizioso.

Il tattico

Succede spesso che le aziende si arenino nelle secche di una pianificazione imprecisa o parziale. Pensare agli obiettivi senza considerare le risorse significa sognare, impiegare le risorse senza avere chiari gli obiettivi significa giocare d’azzardo.

Il tattico è un maniaco del collegamento di tutti i puntini. Le sue previsioni entrano spesso in rotta di collisione con i budget fatti a tavolino più con un occhio agli equilibri finanziari che al versante della strategia. Allocare le risorse in altro modo e ridefinire le traiettorie di sviluppo per step “laterali” e non immediatamente intellegibili dai più, fanno di lui il rompicoglioni per eccellenza.

Il mentore

È quello che vanta una grande esperienza, accumulata in varie aziende dove ha dimostrato con i risultati il suo valore. Conosce una vasta teoria di ostacoli che si frappongono al raggiungimento dei traguardi, spegne i facili entusiasmi delle direzioni rampanti (a ragion veduta, perché molti scenari li ha già attraversati di persona), avverte l’arrivo del temporale quando ancora il cielo è completamente sereno.

Per tutto questo, viene spesso scambiato per un rompicoglioni olimpionico e, in aggiunta, anche un po’ pazzo. Ma i leader capaci di riconoscere le sue abilità non comuni gli saranno riconoscenti a vita.

Dimmi di chi ti circondi e ti dirò dove vai, potrebbe diventare il nuovo test propedeutico all’analisi delle dinamiche aziendali e di come verrà disegnato il futuro di queste organizzazioni.

One thought on “Tre rompicoglioni che fanno diventare grandi le aziende

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *