Personal branding, migliorarsi non costa niente

Bambino che corre felice su un prato

Cos’è il personal branding? Chi è colui a cui tutti riconoscono un’elevata competenza professionale? Facile, è uno autorevole e credibile. Va da sé che i risultati non si improvvisano, ma rappresentano la punta di un iceberg fatto di tanto studio, molta preparazione e un bel po’ di curiosità. Insomma, al di là dell’apparente leggerezza che esibiscono quelli che davvero ne sanno a pacchi, c’è dietro tanta fatica. E la fatica ha sempre un costo (tempo, denaro, rinunce).

Ma ci sono molte skill che non costano nulla. Anzi, fanno la differenza e non hanno proprio niente da invidiare a quelle più blasonate (comunque, indispensabili), ottenute con secchiate di sudore.

La puntualità

C’è gente che arriva sempre con cinque (o dieci, o venti, o trenta) minuti di ritardo cronico. A scanso d’equivoci, non c’entra niente l’imprevisto che, per carità, può sempre capitare. Arrivare in tempo agli appuntamenti, alle riunioni o per la consegna di un lavoro è sempre e solo una questione di pianificazione. Organizzarsi, tenendo conto degli imprevisti, non costa niente.

Il sorriso

Un sorriso non ha prezzo, nel senso che è sempre molto “apprezzato” ed è una “competenza” (anche questa) che non costa niente.

La stretta di mano

Abbiamo generalmente a che fare con due categorie di persone: quella degli “energumeni”, i quali hanno sentito dire che la stretta deve essere energica e ti frantumano il metacarpo, e l’altra che fa della “leggerezza” una ragione di vita , lasciandoti la sensazione di aver tenuto in mano un merluzzo del banco del pesce. Non servono master per imparare a stringere la mano nella giusta maniera.

L’atteggiamento vincente

Tutte le mattine, prima di uscire di casa, abbiamo in tasca un interruttore con due posizioni: “Oggi tutto congiurerà contro di me” e “Oggi sarà una giornata fantastica”. Dipende da noi, e solo da noi, dove spostare la levetta.

Indipendentemente dalla situazioni, ci sono sempre due reazioni emotive possibili, fra loro distanti anni luce: farsi abbattere dagli eventi o trasformare le avversità in occasioni. Pensa positivo, non costa niente.

Credi in ciò che fai

Le persone amano vedere la coerenza negli occhi dei loro interlocutori. Puoi conoscere l’universo dello scibile umano, ma se non riesci a contagiare chi ti ascolta, tutto sarà inutile. Mentre parli, fai brillare i tuoi occhi di autentica passione.

Diventa collaborativo

Nessuno di noi sarebbe ciò che è se, per dirne una, i filosofi dell’antica Grecia non ci avessero tramandato il loro sapere. In sostanza, elaboriamo, assembliamo, modifichiamo conoscenze vecchie di millenni. La condivisione del sapere è il primo passo (anche questo a costo zero) per diventare autorevoli.

Fai le cose bene… perché a farle male ci si impiega lo stesso tempo (e spesso di più)

La qualità paga, sempre. Curare i dettagli estetici di una presentazione, riflettere su come migliorare il contenuto di una email, cercare le fonti a sostegno di una tesi, non è mai tempo sprecato. Anzi, sovente i lavori “tirati via” vanno rifatti e non è scontato che la seconda occasione sia ugualmente foriera di successo.

Capisci gli altri per farti capire

Un vecchio adagio dice che prima di giudicare ti devi sempre mettere nei panni degli altri. Spesso in “questi panni” ti senti stretto, è normale. Ma prova a chiederti: “Se anche loro avvertissero la mia medesima costrizione?”. Il concetto di empatia è tutto qui.

Prima di affrontare una discussione, una conferenza, un dibattito, rifletti sul fatto che ognuno possiede la sua esclusiva rappresentazione della realtà. Concentrati, bastano pochi secondi per sentire risuonare dentro di te le percezioni degli interlocutori. Fallo, non costa niente.

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