Fine anno, tempo di scuse e di buoni propositi

Ci siamo! Come da rituale più che consolidato, questi sono i giorni dell’anno in cui tiriamo le somme e ci apprestiamo a sperare in qualcosa di migliore per l’imminente 2017.

Uno stato d’animo in bilico fra la prospettiva materialistica di Gramsci e il suo odio verso i capodanni “che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione” e la romantica speranza di Leopardi, dove il viandante incalza il venditore di almanacchi con “una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?” e che, come tutta risposta, riceve un consolante (e speranzoso) “appunto”.

Così, continuiamo a chiederci se per caso non stiamo perdendo troppo tempo su Facebook, se abbiamo davvero bisogno di tutta questa realtà aumentata quando addirittura ignoriamo quella normale, se per ritrovare una nuova (e autentica) dimensione delle relazioni umane non sia forse il caso di staccare un po’ la spina, non solo in senso metaforico.

Sentiamo dentro la voce del dubbio, delle paure mai sopite, del “tanto non cambia niente”. Allora, vi dico una cosa. Il mondo non è come è, è come lo rappresentiamo e lo sogniamo.

Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono, a chi sogna solo di notte. (Edgar Allan Poe) Condividi il Tweet

Ci sono dei limiti che noi stessi ci imponiamo, pur sapendo che così facendo rimarremo esattamente al punto di partenza. Anzi no, tutte le volte sposteremo l’asticella un po’ più in alto, fino a non vederla nemmeno più.

Allora, quali sono questi vincoli mentali che non ci fanno fare nessun passo in avanti?

Ormai, non ho più l’età per fare certe cose

Capelli grigi, pantofole e borsa dell’acqua calda? È questa l’immagine che ci intrappola l’energia. I ricordi fanno parte della nostra storia (“Eh, quando avevo la tua età saltavo i fossi per il lungo!”), ma non lasciamogli tutta la scena.

C’è forse un’età per esplorare la foresta Amazzonica, per cominciare a dipingere, per riprendere gli studi che avevamo interrotto? Non dico che di colpo dobbiamo sostituire la camomilla con la Red Bull, ma alziamoci la mattina con la voglia di imparare (e fare) almeno una cosa nuova. Un sfida? Sì, con noi stessi.

Solo se ci diamo dei traguardi, possiamo trasformare i ricordi da cimeli a esperienze. Nella nostra testa c’è la soluzione, nel nostro cuore c’è la passione per fare cose che fino al giorno prima ci sembravano impossibili.

Non ho tempo

“Sono troppo occupato per pensare ad altro”, quante volte l’abbiamo sentito dire e quante volte ce lo siamo detti? Un’infinità.

Ci siamo mai chiesti come mai quando una cosa ci piace e ci interessa troviamo tutto il tempo necessario? Quel libro che ci ha tenuti svegli fino alle tre del mattino, la partita di calcetto con gli amici a cui non rinunceremmo mai, l’appuntamento al quale non mancheremmo anche se fosse in capo al mondo… devo continuare?

L’abitudine della routine ci tranquillizza e ci fa stare sereni dentro la nostra zona di comfort, l’abitudine a fare cose nuove, invece, ci migliora ogni giorno.

Non ho le capacità

Ancora una volta il giudice è dentro noi. La ruota l’hanno inventata da un pezzo e anche le macchine volanti sfrecciano nel cielo da più di un secolo, ma ciò non significa che non esista più la possibilità di condividere il proprio genio con il mondo.

Gran parte delle star della musica hanno cominciato a cantare delle cover nei piano bar prima di trovare il proprio stile e imboccare la strada del successo. Tutto questo ha un nome e un cognome: crederci, sempre!

A differenza del passato, oggi i talenti godono di un sistema di diffusione delle loro creazioni senza precedenti. Il digitale e la rete hanno portato al punto di convergenza massima ciò che un tempo erano l’editore, il produttore, l’autore.

Non ho i soldi

Una volta le risorse per imparare qualsiasi cosa erano ad appannaggio di pochi e assai costose, oggi il web pullula di strumenti gratuiti e facili da utilizzare. In quasi tutte le biblioteche pubbliche, oltre al classico prestito librario, ci sono delle postazioni con computer disponibili per il pubblico.

La cosa bella del sapere è di fatto la sua condivisione. Non saremmo ciò che siamo se, duemilacinquecento anni fa, i pensatori greci avessero brevettato le loro idee. In questo senso, completamente digiuno di qualsiasi linguaggio di programmazione, chiunque può aprirsi il proprio blog senza spendere un centesimo e cominciare così a “raccontare” le sue abilità. Anche qui, non viene richiesta la carta d’identità.

Quindi, cosa aspettarci da questo 2017?

Ciò che non faremo l’anno prossimo sarà solo il risultato dei paletti che avremo imposto alla nostra immaginazione. Definire degli obiettivi (e crederci fino in fondo) è ciò che dà significato alla nostra vita e trasforma quella delle persone che ci stanno intorno. Tutti i giorni, non solo in occasione dell’annuale ricorrenza.

Sognare non è da illusi. I sogni sono altro. Sono il lato invisibile di quella realtà che fino a ieri non credevamo potesse esistere.

Sommario
Fine anno, tempo di scuse e di buoni propositi
Titolo
Fine anno, tempo di scuse e di buoni propositi
Descrizione
Ci risiamo. Questo è il periodo dell'anno in cui si fanno i bilanci personali e si lanciano i buoni propositi per il futuro. Come l'anno scorso.
Autore
Pubblicato da
Sergio Gridelli Blog
Logo

2 risposte a “Fine anno, tempo di scuse e di buoni propositi”

  1. Gran bel modo per ricaricarsi! Farà parte del mio Vademecum e ogni tanto, quando accennerò a mollare, lo rileggerò e saprò come rialzarmi!
    Sergio, sei una persona brillante, geniale, cordiale, disponibile e altruista.
    Grazie per condividere tutto questo!
    A presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *