Automobile non fa rima con Facebook

Avvertenza! Se stai leggendo questo post e sei alla guida della tua automobile devi assolutamente sapere che la tua vita è infinitamente più importante di quello che scrivo io (e tutti gli altri). Ora, voglio immaginare che avrai posato lo smartphone sul sedile accanto, possibilmente con il display rovesciato. Tranquillo, una volta a casa avrai tutto il tempo di leggerlo (ma anche no).

Da quando l’automobile è diventata di fatto un’estensione del nostro corpo (se si potesse, alcuni la userebbero anche per andare in bagno!), ci passiamo dentro sempre più tempo. Diventa quindi automatico concederle molta “confidenza”. Troppa.

Ce lo spiega senza mezzi termini una bella campagna della Volkswagen, la nota casa automobilistica tedesca.

https://youtu.be/Tlxjng8h3Tc

Il problema della disattenzione alla guida non riguarda più solo la compromissione dello stato d’attenzione causato da sostanze (alcol e droghe), ma vengono a porsi in evidenza anche i nuovi fenomeni legati alla cosiddetta socialità digitale.

Fra gli altri, si è occupata del problema la compagnia telefonica statunitense AT&T, la quale ha analizzato il comportamento di oltre duemila possessori di smartphone che guidano almeno una volta al giorno.

700x257_AT&T
Un messaggio della campagna multisoggetto It Can Wait®

Il dato generale non lascia molto spazio ai se e ai ma: il 40% dei possessori di smartphone lo utilizza normalmente durante la guida. Ancora più sorprendente è il fatto che oltre il 10% lo fa praticamente senza soluzione di continuità per tutto il tempo in cui è impegnato a condurre l’automobile.

700x500_guida

Va comunque detto che dal suo lancio nel 2010, la campagna It Can Wait® ha già ottenuto apprezzabili risultati:
– il 90% degli intervistati si è detto consapevole del pericolo (per sé e per gli altri) di inviare messaggi con lo smartphone mentre si è alla guida;
– si sono moltiplicate le prese di posizione ufficiali circa questo problema;
– la stretta collaborazione fra AT&T e i dipartimenti dei trasporti della Florida, dell’Illinois, del Kentucky e del Texas suggerisce una correlazione fra l’incisività della campagna e la riduzione complessiva degli incidenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *