Spot di Natale

Quando Natale si festeggiava a Natale e non, come adesso, con le luci che vengono accese già da novembre, passando senza soluzione di continuità dai mostri di Halloween agli angeli della capanna, gli spot “a tema” erano solo quelli dei panettoni e di qualche giocattolo.

Adesso gli addobbi urbani e YouTube ci informano anzitempo che un altro anno è filato via velocemente. Un soffio, in confronto all’età dell’universo. C’è un qualche significato ragionevole in un tempo al di sotto dei diecimila anni? Chissà!

Nonostante gli enigmi della vita, la curiosità di ogni giorno ci ha fatto inseguire quell’irresistibile pizzico di felicità riposto nella semplicità di un gesto magico, come quello di scartare i regali. Piccoli premi attesi per un anno, con il ritmo delle cose che intanto, ineluttabilmente, cambiava noi e il mondo intorno a noi. Una sequenza di mesi che spesso non ci ha lasciato il tempo di capire i dolori invisibili, il senso delle nostre azioni inutili, il peso del male. Banalmente lasciato sulla pelle di qualcuno.

Sono questi i giorni in cui ci rimangono appiccicati, come pezzetti di carta elettrizzati, piccolissimi ricordi. Quel giorno a scuola, l’odore dell’erba appena tagliata nel campo da calcio, un compagno con il quale condividere tutto o quasi tutto. Forse, è l’inganno della mente. Oppure, la nostra testa ci vuole semplicemente impedire di essere trafitti da una realtà che sentiamo lontana. Troppo lontana.

A Natale tutti dovrebbero poter realizzare un sogno.

http://http://youtu.be/iccscUFY860

Forse, quello che vogliamo davvero, soprattutto a Natale, è solo un sorriso che ci manca da troppo tempo. Del resto, le cose più preziose della vita non sono cose. Far felice qualcuno con qualcosa che non si può comprare o che ha un valore incommensurabile rispetto al suo piccolo prezzo è il segreto della gioia più autentica. Niente è più contagioso della felicità, succede da sempre. Da molto prima che lo dicesse la Coca-Cola.

http://http://youtu.be/hJFinJBTPko

Sarebbe il caso che riflettessimo di più. Per esempio, sulla storia che in qualche modo ci ha fatto grandi e che non conosciamo nemmeno più. Anche se è passato un secolo, quei ragazzi sono gli stessi che ancora oggi, senza un perché e senza conoscere chi li ha mandati in quegli oceani di rabbia e di macerie, per un giorno sfideranno la vita.

Poi, in questi giorni gelidi, vediamo due vecchietti a braccetto (Marito e moglie? Amanti? Fratelli?) e senza nemmeno seguirli con lo sguardo, sorridiamo come non ci succedeva da tempo. La speranza è nelle cose che distrattamente credevamo perdute.

Buon Natale.

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